Detrazione delle spese universitarie nel 2021: cosa è possibile scaricare realmente?

Non hai ben chiaro come ti è possibile detrarre le spese universitarie dei tuoi figli o le tue stesse? Bene, sicuramente troverai interessante ed utile quest’articolo.

Detrazione spese universitarie: info generali

Per prima cosa devi sapere che i limiti e tutti gli importi per le detrazioni delle spese universitarie per il 2021, quindi considerando il periodo di imposta del 2020, sono stati fissati dal Miur e pubblicati in Gazzetta Ufficiale già a fine febbraio di quest’anno. 

Le spese che vengono sostenute per l’istruzione sono praticamente tutte detraibili nella dichiarazione dei redditi: generalmente si parla di imposta lorda del 19% delle spese totali sostenute, per la frequenza di corsi di istruzioni universitari, sia statali che non. Per quanto riguarda le università statali, le spese per la frequenza sono totalmente detraibili, invece per le università non statali, italiane, queste possono essere detratte soltanto per un importo non superiore a quello che viene stabilito dal decreto del Miur stesso: int al caso si tiene conto di una media dei contributi dovuti alle università statali. 

La detrazione al 19% riguarda le spese sostenute per la frequenza di corsi di laurea in università statali e non, ma anche corsi di specializzazione, perfezionamento, master universitari, dottorati di ricerca, istituti tecnici superiori, equiparati a spese universitarie, corsi presso conservatori di musica.  tenutisi presso università ed istituti universitari pubblici e privati, sia stranieri che italiani. 

Spese universitarie 2021: cosa è detraibile e cosa non lo è

Ma vediamo nel dettaglio cosa effettivamente sia detraibile. Si parla di:

  • tasse di immatricolazione ed iscrizione, anche per quanto riguarda studenti fuori corso;
  • soprattasse per gli esami di laurea e di profitto;
  • partecipazione a test di accesso a corsi di laurea; 
  • tirocini formativi attivi per formazione iniziale di docenti, i quali sono stati istituiti ai sensi del decreto del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca n. 249 del 10 settembre 2010.

Per quanto riguarda, invece, le spese non detraibili, parliamo di: 

  • contribuiti pagati all’università, anche se pubblica, per riconoscimento di titolo di studio conseguito all’estero; 
  • spese legate all’acquisto dei libri, o di strumenti musicali, ma anche viaggi, vitto, alloggio e materiale di cancelleria necessari per la frequenza presso l’università. 

Quali sono gli importi e i limiti della detrazione per le Università private

È proprio, come già anticipato, la Gazzetta Ufficiale a fissare i limiti di spesa detraibile per le università non statali. Questi sono stabiliti tenendo conto dell’area disciplinare di studi e anche del territorio dove sorge la sede universitaria. Le cifre maggiori riguardano i percorsi di studi in ambito medico, in particolare al Nord Italia: 

area medica al Nord Italia (3700 euro) – Centro Italia (2900 euro) – Sud e isole (1800 euro). 

Per quanto riguarda i corsi post laurea in università private, vanno considerati: corsi di dottorato, corsi di specializzazione e master di primo e secondo livello. Anche in tal senso i valori variano a seconda della zona del Paese: Nord (3700 euro) – Centro (2900 euro) – Sud e isole (1800 euro). 

Corsi universitari all’estero e detrazioni

Per quanto riguarda la frequenza di corsi universitari all’estero, bisogna tener conto dell’importo massimo stabilito per la frequenza di questi corsi di istruzione, i quali appartengono alla stessa area disciplinare dell’area geografica dove lo studente ha il domicilio fiscale. Per i corsi post-laurea, allo stesso modo, si fa riferimento all’importo massimo stabilito per la frequenza dei corsi post-laurea nell’area geografica in cui lo studente ha il domicilio fiscale.

Detrazione spese universitarie 2021: ecco i documenti utili 

Ciò che è necessario ai fini della presentazione della domanda sono sicuramente le quietanze di pagamento con gli importi sostenuti, ovviamente per quanto riguarda il 2020. Solitamente, per quanto concerne i corsi di specializzazione di psicoterapia, si parla di un’attestazione scolastica dove risulta l’accreditamento da parte del Miur. 

Ora è obbligatoria la tracciabilità dei pagamenti, quindi salvo rari casi, le spese sono sostenute con bonifico bancario, postale, bancomat o carte di credito.

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